“La scienza, la ricerca, le nuove tecnologie aprono possibilità inimmaginabili, fino a poco tempo addietro per la cura di malattie ritenute inguaribili. Nello stesso tempo vi sono lunghe liste d’attesa, per esami che, se tempestivi, possono salvare la vita. Numerose persone rinunciano alle cure e alle medicine perché privi dei mezzi necessari.”

MESSAGGIO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA, 31/12/024.

Anche il Capo dello Stato ha rilevato la profonda contraddizione che esiste tra le intenzioni e le parole scritte sull’Atto Costituzionale di questa Repubblica e le possibilità, ancora purtroppo remote che la politica e le istituzioni rendono fattibili.
Nello specifico, e come esperienza vissuta personalmente, non è concepibile che in questa Repubblica un cittadino debba andare incontro a spese insostenibili, economicamente inimmaginabili. Ad esempio 132.000 euro per un paziente oncologico in stato avanzato per accedere a una terapia salvavita non più sperimentale al S. Orsola di Bologna, dispensata normalmente nel resto d’Europa. Fare ricorso quindi a possibilità di cura all’estero, sempre a pagamento, ma dove i tempi di somministrazione possono essere drasticamente ridotti, cosa di vitale importanza per un paziente in una condizione pre-terminale. Può essere considerata come cosa altrettanto ignobile la lista d’attesa per esami strumentali che valutano in maniera determinante il ricorso a queste terapie salvavita, per cui il paziente oncologico deve piegarsi all’offerta capestro della sanità privata per garantirsi dei tempi diagnostici che, in qualunque condizione di convivenza civile, dovrebbero essere garantiti dallo Stato verso questa tipologia di pazienti.

Meraviglia il fatto che dei meccanismi di compenso di questa anomalia, soprattutto su base regionale, siano affidati a persone (riconoscimento del rimborso alle cure transfrontaliere), nel migliore dei casi, incompetenti o sprovvisti di una sensibilità sociale che deve essere dominio e caratteristica di ogni persona politicamente impegnata.
Come diceva un nostro venerabile politico:”A pensare male si fa peccato ma non si sbaglia quasi mai” e il peccato mortale in questo caso è proprio quello di pensare che queste persone siano state distribuite strategicamente in posti di responsabilità per difendere gli interessi di élite economiche verso altre problematiche magari non rivolte al rispetto e alla dignità della vita umana.

Voglio concludere con le sagge parole del Presidente della Repubblica stralcio di questo messaggio di fine anno

Il rispetto verso gli altri rappresenta il primo passo per una società più accogliente, più rassicurante, più capace di umanità. Il primo passo sulla strada per il dialogo, la collaborazione, la solidarietà, elementi su cui poggia la nostra civiltà.

MESSAGGIO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA, 31/12/024

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